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SOMMARIODICHIARAZIONI...Fausto Bertinotti a Ballarò, 28 Marzo 2006: "Rifondazione non è nell'Unione per conseguire il Potere Centrale, ma per governare Bene!"
Amo1. Il mio paese
2. La libertà 3. L'uguaglianza 4. Il Diritto alla Vita 5. Il rispetto Odio1. Chi cerca di rovinare il mio paese
2. Chi limita le nostre libertà 3. Chi opera discriminazioni di qualunque genere 4. Chi nega il diritto a vivere una Vita dignitosa 5. Chi non sa discutere senza insultare ed offendere | 04 Aprile 2006
INDIGNATEVI!!!Oggi, 4 aprile, si è verificato un fatto gravissimo e praticamente senza precedenti nella storia di una Democrazia: il candidato premier usciente, Silvio Berlusconi, alla Confcommercio, ha detto (testualmente): "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi."
Questa è una cosa gravissima. Partendo dal presupposto che nessuno dovrebbe offendere nessun altro, una persona in un ruolo di responsabilità come il presidente del consiglio, per altro da un "palco" come Confcommercio, davanti alle telecamere, non dovrebbe nemmeno PENSARE di usare termini del genere contro l'elettorato a lui avverso. http://repubblicaradio.repubblica.it/player.php?mode=focus&ref=2454 Qui sopra, il video della scandalosa dichiarazione!!! Indignatevi. Nessun elettore, nemmeno uno di destra, dovrebbe approvare che si commetta un simile scempio: è un precedente da non far passare, a meno ché non vogliamo ritrovarci con una scena politica dove chiunque può offendere chi vuole. Indignatevi! Ci sono molti modi di esprimere la vostra indignazione! - Scrivere lettere o e-mail di protesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA; redazione.web@governo.it; - Scrivere e-mail di protesta al Presidente della Repubblica: presidenza.repubblica@quirinale.it (le mail devono contenere nome, cognome, via e numero civico, città e, ovviamente, indirizzo e-mail del mittente) - Recarsi in questura e fare un esposto: nessuno si deve permettere d'insultarvi, tanto più chi riveste un ruolo istituzionale di quel peso!!! 29 Marzo 2006
INTROL'intenzione di questo blog è di dire a quanta più gente possibile quello che i mezzi d'informazione oggi sotto il controllo della destra NON dicono. Con "mezzi d'informazione sotto il controllo della destra" intendiamo:
- le TRE RETI MEDIASET di cui Berlusconi è azionista di maggioranza relativa e che costituiscono la base del suo impero mediatico; - le DUE RETI RAI (RAIUNO e RAIDUE) in cui Berlusconi ha messo i suoi uomini, mentre RAITRE si è limitato a indebolirla e annacquarla notevolmente; - tutte le PUBBLICAZIONI del enorme gruppo editoriale Mondadori; - tutta la STAMPA DI PARTITO sua ("Libero" di Feltri) e dei suoi alleati; - tutti i SITI INTERNET che fanno riferimento alle categorie sopraelencate; Purtroppo anche La 7, in cui Berlusconi ha un suo forte sostenitore, Giuliano Ferrara, spesso evita accuratamente di trattare CERTI argomenti. Scopo di questo blog è informarvi meglio su ciò che non vi viene detto. Un'informazione imparziale è di fatto impossibile da dare su un argomento come la Politica, sta quindi a voi verificare ed approfondire le informazioni che leggete qui. Io dal canto mio mi sento tranquillo, sapendo che sono verità e nonostante questo (o forse proprio per questo) si cerca di tenerle nascoste. PARLIAMO DELLA SINISTRA - RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALENon è che le televisioni di Berlusconi si limitino ad appoggiare punti di vista e scelte del "padre-Padrone" della CDL, anzi: svolgono anche un ruolo importante nell'attaccare sistematicamente l'Unione, questo quando non sono impegnate a mentire riguardo ai programmi di governo di Prodi.
Quindi, per essere coerente con l'introduzione di questo blog, intendo cercare di fare un po' di chiarezza anche sul programma di Governo dell'Unione. Intanto sfatiamo un mito: sono 280 pagine, ma non sono una colata ininterrotta di scrittura fittissima, e vi posso assicurare che è più scorrevole di quanto cerchino di farlo passare. Inoltre è scritto in modo molto chiaro e divulgativo, e ha caratteri chiari ed ampi, quindi è veramente di facile consultazione e lettura. Ad ogni modo, comincerò con gli argomenti più discussi, e su cui si fa più diffamazione: la riduzione di cinque punti del cuneo fiscale e la tassazione delle rendite finanziarie. Cercherò di spiegare il COSA ed il COME. Innanzitutto, cosa vuol dire tassare le rendite finanziarie? Vuol dire che oggi, in Italia, un lavoratore dipendente paga un'aliquota tra il 25% ed il 35% su quello che guadagna. Ad un imprenditore che guadagna decine e decine di migliaia di euro/mese in plusvalenze, viene tassato solo il 12.5%!!! Questa cosa è scandalosa e infatti... e infatti, nella CDL, vogliono tassare queste rendite TANTO QUANTO vuol farlo il Centro-Sinistra!!! E lo vogliono tutti, da Alemanno di AN all'UDC alla Democrazia Cristiana e via dicendo. Solo Berlusconi dice di non volerlo, ma sa benissimo che siamo ad un punto in cui è impossibile non farlo: è la solita presa in giro propagandistica a danni del popolo italiano. Il Centro Sinistra intende tassare queste rendite, senza per altro colpire BOT, CCT e piccoli risparmiatori, e reintrodurre "tasse sul lusso" che colpiscano prevalentemente i ricchi, aiutando una più equa ridistribuzione della richezza, quale la tassa sulla barca o quella sulle eredità molto alte. Perchè alzare queste tasse, pur colpendo solo categorie molto agiate, quando è noto che alzare le tasse è impopolare? Perchè, con questi soldi, con quelli della lotta all'evasione fiscale e con la riduzione della spesa pubblica, entrambe nel programma dell'Unione, sarà possibile ridurre il famoso cuneo di contribuzione fiscale per CINQUE punti. Vale a dire, rendere più conveniente per le aziende l'assunzione a tempo determinato e meno onerosa per il lavoratore la contribuzione. 28 Marzo 2006
DATI 2001/2006Quelli che vi riporto sono i dati relativi a questo paese (Soldi, Istruzione, Conti pubblici, Impresa & Lavoro, Import-Export) oltre ad un po' di classifiche sul nostro paese nel mondo. Parlano da soli, a me sta solo di ricordarvi che dal 1996 al 2001 governò la sinistra e che dal 2001 al 2006 ha governato Berlusconi.
Vorrei solo far notare che molte delle fonti (Istat, Eurostat9, Banca d'Italia, il Documento di Programmazione Economica e Finanziara [Dpef]) sono proprio quelle che Berlusconi stesso considera indiscutibili. Ci saranno dei piccoli commenti a margine, ogni tanto: quelli in corsivo sono del mio amico zxzxasas, quelli in verde e corsivo sono di mio pugno. Ora spazio ai dati. Soldi Italiani che dichiarano di avere un reddito più che sufficiente: 2001: 15,8% 2005: 13,8% Fonte: Rapporto BNI- Centro Einauditel Italiani che non hanno risparmiato: 2001: 38,0% 2005: 51,4% Fonte: Rapporto BNI- Centro Einauditel Diffusione povertà famiglie al Sud: 2001: 24,3% 2004: 25% Fonte: Istat Istruzione Italiani in grado di conversare in lingua straniera: 2001: 46% 2005: 36% (vedete come gli eredi di MSI continuano il cammino di Benito?) Fonte: elab. Censis su eurobarometro Conti pubblici Debito pubblico: 2001: 1.348 mil. 2005: 1542 mil. Fonte: Banca d' Italia Stanziamenti per Infrastrutture: 2001: 22.250ml. 2005: 18.188ml. Fonte: rapporto Ance Spese per ricerca: 2001: +5,8% 2005: +1,6% Fonte: elab. Censis su dati Istat Imposte dirette ed indirette: 2001: 359.182 ml. 2005: 399.000 ml. Fonte: Dpef 2005 Imposte indirette su totale imposte: 2001: 49,13% 2005: 51% (capite il tanto decantato abbassamento delle tasse?) Fonte: Dpef 2005 Impresa & lavoro Produzione industriale: 2001: -0,6% 2005: -1,8% Fonte: Istat Diffusione lavoro irregolare: 2002: 26,0% 2005: 27,9% (ringraziando tutte quelle belle leggi letteralmente razziste) Fonte: Istat Indice di produttività per occupato (Eu-25=100): 2001: 115,0 2005: 104,8 Fonte: Eurostat Import&Export Export nazionali su totale mondo: 2001: 4,0% 2005: 2,9% (ora poiché io sono uno serio vi dico che un po di colpa la ha l' euro che è carissimo, ma non tutta.) Fonte: Fondo Monetario Internazionale Arrivi di turisti dall' estero: 2001: 35.767 ml. 2005: 34.429 ml. (ci ridicolizziamo a poco a poco) Fonte: United Nations WorldTourism Investimenti diretti esteri in Italia: 2001: 17.787 2005: 34.429 (attenti su questo dato, perchè è una fregatura: l'estero, quindi le Aziende estere, investono di più laddove il lavoro costa meno, cioè dove, di solito, è più svantaggioso per il lavoratore e dove il lavoratore e meno tutelato rispetto alle aziende) Fonte: Elab. Censis su Banca d' Italia Aziende Italiane acquisite da aziende straniere: 2001: 111 2005: 95 (è un male se si tiene davvero al libero mercato, cosa che sta a cuore alla sinistra e che Berlusconi ama difendere ma solo a parole) Fonte: Kpmg PIL (variazioni percentuali): 2001: 1,7% 2005: 0,2% Fonte: 2005 Conseus Forecas Rapporto Deficit/PIL (variazione percuntuale): 2001: 3,2% 2005: 4,3% Fonte: Ministero dell' economia. Occupazione: 2001: 2,0% 2005: 0,9% Fonte: Eurostat Occupazione al Sud: 2001: 2,3% 2004: -0,3% Fonte: Istat Prestiti alle famiglie (milioni di Euro): 2001: 251.964 2005: 384.867 (anche qui occhio a non farvi fregare: se si elargiscono più soldi per i prestiti, vuol dire che ce n'è stata maggiore richiesta il che non è precisamente un BENE per il paese) Fonte: elab Abi su dati Banca d' Italia Fallimenti d' Imprese: 2001: -8,0% 2005: 6% (al nord le piccole e medie imprese se la vedono brutta per fare andare meglio le grandi, comunque Silvio non ha grandi imprese...) Fonte: Ermes CLASSIFICHE: La classifica mondiale dei paesi meno corrotti: 2001: 29a 2005: 40a (ringraziando tutte le leggi di Silvio che delegittimano l' autorità della magistratura...) Fonti: trasparency i Paesi e la globalizzazione: 2001: 13a 2005: 27a (e dite ora che la sinistra è con i No Global...) Fonte: At Kearn il grado di libertà economica: 2001: 35a 2005: 42a Fonte: Heritage Foundation Classifiche della competitività: IMD 2001: 32a 2005: 53a WEF 2001: 24a 2005: 47a Fonte: World Economic Forum A questo, è doveroso aggiungere che la FreedomHouse Americana, fondata dalla moglie di Roosevelt, ci ha classificato al 74esimo posto per la libertà di stampa. BROGLI ELETTORALI ANNUNCIATILeggete un po' di seguito. Semplicemente scandaloso. Mi raccomando, tutti a votare compatti, più che potete e OCCHI APERTI!!!
----------------------------------------------------------------------------------------------- Il ministro dell'Interno ha dato mandato ai suoi legali di denunciare il settimanale Diario per i contenuti di questa inchiesta!!! ---------------------------------------------------------------------------------------------- In quattro regioni delicate si sperimenta il voto elettronico. Sarà gestito da Telecom, Eds e Accenture, l’indiziata numero uno per lo scandalo delle elezioni in Florida. Partner di Accenture è Gianmario Pisanu, il figlio del ministro dell’Interno. E un esercito di interinali avrà in mano la chiave dei risultati Aprile. Elezioni private Gianni Barbacetto e Mario Portanova Inchiesta del settimanale Diario 24/3/2006 - www.diario.it «I brogli rientrano nella professionalità e nella storia della sinistra. Qualcuno di loro si vantò, nel 1996, di aver sottratto a Forza Italia un milione e 705 mila voti...». Così Silvio Berlusconi ha iniziato l’intervista a Lucia Annunziata del 12 marzo, quella poi finita con la fuga dallo studio televisivo. I brogli elettorali sono la sua ossessione. Li teme, li evoca, li denuncia da quando si è buttato in politica. Da quando ha cominciato a perdere, poi, l’ossessione è diventata incontenibile. «Loro», quelli della sinistra, «hanno un esercito di professionisti, a danno dei nostri dilettanti, che vengono puntualmente fatti fessi», aveva gridato nel giugno 2004 dal palco di una manifestazione elettorale per le regionali nella rossa Sesto San Giovanni. Ora, per arginare i «professionisti» della sinistra, Berlusconi lancia alla carica ì suoi «dilettanti»: si chiamano «Legionari azzurri», si definiscono «difensori del voto» e sono coordinati nientemeno che da Cesare Previti. «Sì, noi pensiamo di mandare persone per bene che cerchino di far sì che la sinistra non possa cancellare la volontà degli elettori», ha spiegato Berlusconi ad Annunziata. I «Legionari» sono una schiera di attivisti di Forza Italia che in tutto il Paese si stanno apprestando a presidiare i seggi, come rappresentanti di lista, per vigilare sulle operazioni elettorali. Arriveranno al 9 aprile istruiti politicamente e preparati tecnicamente, per evitare che «i rossi continuino con i brogli». E’ già pronto un libretto di otto pagine, tascabile per poterlo portare sempre con sé, intitolato proprio I difensori del voto: sarà il manuale per i 121 mila militanti di Forza Italia chiamati a controllare i seggi. Sveglia all'alba già il sabato 8 aprile, arrivo nelle sezioni elettorali prima di tutti, contare e ricontare le schede, non perdere di vista le urne, uscire per ultimi, la sera, e non abbandonare mai, ma proprio mai, il proprio posto: questi i consigli «per non farsi fregare». E in molte regioni sono già partiti i corsi di formazione per i «Legionari». «In Lazio, per esempio», spiega a Diario la coordinatrice regionale di Forza Italia Beatrice Lorenzin, «abbiamo già iniziato la preparazione dei 5.136 rappresentanti di lista che difenderanno il voto in questa regione». I Legionari di Previti Ma Forza Italia non ha pensato solo ai rappresentanti di lista, da sempre arruolati dai diversi partiti tra i loro militanti. Nelle pieghe della nuova legge elettorale c'è infatti anche una novità, passata finora inosservata, che riguarda gli scrutatori e i presidenti di seggio, cioè coloro che, regolarmente remunerati, devono gestire i seggi, sovrintendere alle operazioni di voto e infine scrutinare le schede: non saranno più estratti a sorte, ma saranno scelti e nominati dalle commissioni elettorali dei Comuni, che dovranno attingere da elenchi di volontari chiusi il 30 novembre 2005. A quella data la nuova legge elettorale era stata approvata soltanto dalla Camera e doveva ancora essere votata al Senato, dove sarebbe passata il 21 dicembre; ma Forza Italia si era già portata avanti e aveva mandato i suoi militanti a iscriversi in massa nelle liste dei Comuni. Così ad aprile una valanga di «Legionari azzurri» s'installerà nei seggi non solo con il ruolo, volontario e di controllo, di rappresentanti di lista, ma con quello, operativo, ufficiale e remunerato, di scrutatori. La coordinatrice emiliano-romagnola Isabella Bertolini, per esempio, già il 18 novembre aveva diffuso un appello ai militanti: «Chiedete ai soci, ai simpatizzanti, agli amici e ai conoscenti di Forza Italia di presentare la domanda di iscrizione all'albo degli scrutatori del loro Comune di residenza... Non lasciamo che anche questa volta i seggi elettorali restino in mano alle sinistre... Con le modifiche introdotte dalla nuova legge elettorale ora possiamo davvero cambiare le cose». Il campo avverso non è stato invece così pronto ad annusare il cambiamento legislativo prima che diventasse realtà. «Ma non siamo preoccupati», spiega Nora Radice, responsabile organizzativa provinciale dei Ds milanesi. «Secondo le nostre informazioni, non ci sono state corse all’iscrizione negli albi. E i nostri rappresentanti di lista vigileranno in ogni seggio». La dirigente svela un altro retroscena della spericolata legge approvata dal centrodestra. «La commissione elettorale del Comune di Milano ha estratto a sorte gli scrutatori, come prevedeva la vecchia normativa, e poi li ha nominati in blocco, come stabilisce la nuova». Ve l'immaginate la povera commissione, se avesse dovuto votare uno a uno, nome per nome, gli scrutatori di un migliaio di seggi? E ve li immaginate cinque giudici in tutto chiamati a dirimere le controversie che possono sorgere in un parco di circa 5 milioni di schede lombarde? E’ un'altra novità della legge, che per il Senato ha soppresso gli uffici circoscrizionali presenti in ogni capoluogo di provincia e ha accollato l’ultima fase di controllo del voto a un ufficio regionale unico. Non per niente il presidente della commissione elettorale lombarda, Domenico Urbano, ha reclamato altri 60 giudici da aggiungere ai suoi quattro commissari. «Berlusconi continua a parlare di brogli. Chi parla troppo di una cosa, la pensa e la evoca», commenta Beatrice Magnolfi, parlamentare dei Ds. Che possa scattare un meccanismo simile a quello che in psicoanalisi si chiama proiezione, quando si attribuisce agli altri un proprio desiderio? Proprio Magnolfi, che in passato è stata assessore all’Innovazione a Prato, in questa legislatura ha scelto di essere, come si definisce, «il cane da guardia del ministro dell'Innovazione Lucio Stanca» e il 10 febbraio, per chiudere in bellezza, gli ha presentato un'interrogazione sullo scrutinio elettronico che sarà sperimentato al prossimo appuntamento elettorale. Sì, perché il 9 e 10 aprile non proveremo soltanto una nuova legge bislaccamente proporzionale, definita «una porcata» da uno dei suoi inventori, con incerti premi di maggioranza, con candidati tutti imposti dai vertici dei partiti e con una scheda grande come un manifesto. Ci sarà anche un'altra grossa novità: nelle 12.680 sezioni di quattro regioni, oltre 11 milioni di persone (più di un quinto degli elettori italiani) saranno chiamati a votare con la tradizionale matita sulla tradizionale (benché ben più ampia) scheda, ma poi i loro voti saranno scrutinati al computer: grande modernizzazione, inevitabile aggiornamento tecnologico, prezioso risparmio di tempo. Ma anche complessa storia di rischi e commistioni che vale la pena di raccontare. Votare Stanca Tutto comincia il 3 gennaio 2006, quando il governo vara il primo decreto legge dell'anno, con il numero I. Come capita spesso al gabinetto Berlusconi, nel provvedimento c'è dentro un po' di tutto: disposizioni urgenti per il voto da casa di elettori che non possono spostarsi; ammissione ai seggi di osservatori dell'Osce (l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa); ma soprattutto disposizioni per lo scrutinio elettronico. Sperimentazioni erano già state compiute alle europee del 2004 e alle regionali del 2005, questa volta però è una bella fetta di elettori a essere interessata alla sperimentazione: il 20 per cento delle sezioni. E per la prima volta allo scrutinio informatizzato è stato assegnato valore giuridico. Le schede di carta resteranno in archivio, ma saranno estratte dagli scatoloni soltanto in caso dì contestazioni. Le regioni coinvolte sono state scelte, secondo il ministro Stanca, «con il criterio del bilanciamento territoriale»: una al Nord, la Liguria ; una al Centro, il Lazio; una al Sud, la Puglia ; un'isola, la Sardegna. Guarda caso, però, sono tutte regioni in cui gli esiti elettorali sono incerti e che peseranno in maniera determinante per l’assegnazione dei premi di maggioranza (regionali, appunto) per il Senato. In ognuna delle 12.680 sezioni coinvolte ci sarà un computer, due schermi video e un operatore informatico. Mentre gli scrutatori procederanno allo scrutinio tradizionale, contando i voti e impilando le schede, l'operatore digiterà i voti sulla tastiera e li controllerà su uno degli schermi, mentre il secondo sarà a disposizione degli scrutatori. Finita la conta, i dati di ogni sezione saranno inseriti in una «chiavetta» Usb. Le diverse «chiavette» Usb di tutte le sezioni presenti in un unico plesso (edificio) saranno portate a mano e inserite nel computer di plesso. Da qui una linea dedicata trasmetterà i dati direttamente e rapidissimamente al Viminale. Bello? Sì. Ma anche sicuro? Al riparo da brogli informatici? Chi ricorda le feroci polemiche seguite al voto del 2000 per le presidenziali americane in Florida non può non porsi almeno il problema. Ma al ministero dell'Innovazione il portavoce di Stanca, Dario de Marchi, risponde che non c'è alcun rischio: «Le memorie Usb assegnate alle sezioni saranno inizializzate, dunque non potranno essere sostituite con altre. E la trasmissione dati a Roma sarà effettuata con una rete dedicata, assolutamente sicura». I tecnici del ministero possono intrattenere a lungo gli interlocutori su chiavi di sicurezza, codici identificativi, doppie password, trasmissioni Dmz... Dopo le prime sperimentazioni di questo sistema, alle europee del 2004, il ministero ha costituito una commissione sul voto elettronico. Con quali risultati? «Avevamo segnalato diversi punti critici», ricorda Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria Ds, che ne ha fatto parte. «Il punto fondamentale riguarda la formazione di presidenti e scrutatori dei seggi, ma soprattutto degli operatori tecnici: chi li sceglie? come? che formazione ricevono? Visto che si tratta di personale di aziende private, chi li controlla e chi garantisce per loro? E dato che i risultati delle regioni coinvolte nella sperimentazione saranno definitivi prima degli altri, chi garantirà una corretta comunicazione al pubblico? Non so se tutti questi punti critici siano stati presi in considerazione per il 9 e 10 aprile». Lunedì 10 aprile, dopo le ore 15, 11 mila chiavette Usb con il voto dei cittadini italiani cominceranno a girare per l'Italia in tasca a soggetti privati. C'è da stare tranquilli? «Lo scrutinio elettronico è un vantaggio perché è veloce, ma per stare tranquilli ci vorrebbe il controllo finale di una commissione presso il ministero dell’Interno, composta anche da rappresentanti dei diversi schieramenti politici», conclude Migliavacca. «E vorrei che i dati arrivassero anche ai singoli Comuni, come già avviene per lo spoglio cartaceo». Trattativa privata Per niente tranquilla Beatrice Magnolfi, la deputata «cane da guardia del ministro dell’Innovazione»: «Il 10 febbraio 2006 ho presentato un'interrogazione a Stanca, ponendo una serie di domande. Come saranno garantite l’attendibilità e la correttezza delle procedure di rilevazione informatizzata dello scrutinio? Come possiamo essere davvero sicuri che le memorie Usb non possano essere manomesse? Perché non è prevista alcuna protezione per il trasporto di queste chiavette dalle sezioni al computer dì plesso? Che tipo di linea sarà quella utilizzata perla trasmissione dei dati al Viminale?». Ma non basta. C'è un altro ordine di problemi: come mai un'operazione che verrà a costare oltre 34 milioni dì euro è stata affidata a trattativa privata? E chi sceglierà gli operatori informatici (saranno circa 18 mila) che faranno lo scrutinio informatico? E con quali criteri saranno scelti? Sono tre le aziende coinvolte nell’operazione: Telecom Italia, Eds e Accenture. Telecom gestisce la fetta maggiore del budget, fa da capocommessa e fornisce le linee per la trasmissione, ma anche tutto l'hardware. Eds, multinazionale Usa, ha sviluppato il software e coordina gli operatori. Accenture, la più grande azienda di consulenza al mondo, ha ottenuto un subappalto e in questo gioco fa il suo mestiere, cioè la consulenza. Le tre aziende sono state riconfermate nel gennaio di quest'anno, dopo aver svolto insieme le sperimentazioni precedenti, alle europee del 2004 e alle regionali del 2005. Ma i 18 mila operatori informatici saranno forniti da un'altra azienda, la Ajilon , che fa parte della multinazionale del lavoro interinale Adecco. «L’appalto è stato assegnato a trattativa privata per ragioni d'urgenza, perché non c'erano i tempi per fare la gara», spiega Dario de Marchi. Il ministro Stanca lo ha ribadito nella sua risposta del 23 febbraio all'interrogazione di Beatrice Magnolfi: «Il decreto legge numero i del 2006 ha espressamente previsto che tale affidamento avvenga in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato, stante il brevissimo lasso di tempo disponibile prima della consultazione elettorale; lo svolgimento delle procedure ordinarie sarebbe stato impossibile in tempi tanto ristretti». Elezioni: imprevedibili? Così un appalto delicatissimo e di valore consistente, per l’avvenimento più prevedibile e programmabile che esista in democrazia, cioè le elezioni, è stato assegnato a trattativa privata al maggiore operatore telefonico italiano e a due multinazionali di origine statunitense. Eds è il colosso di gestione dati fondato da Ross Perot, il miliardario americano che in passato tentò di conquistare la Casa Bianca come candidato indipendente. Accenture è il nuovo nome assunto dalla Andersen Consulting, dopo essere stata coinvolta nello scandalo Enron. Fattura 14 miliardi di dollari con le commesse del governo americano di George W. Bush. Ha sede fiscale nelle isole Bermuda ed è notoriamente legata al Partito repubblicano, di cui è grande finanziatrice. I democratici americani e numerose inchieste della stampa l’accusano di aver fornito un database per le liste elettorali delle ultime presidenziali in Florida da cui erano stati espunti, in base alla loro fedina penale, neri e ispanici (solitamente orientati verso i democratici). Lo scorso anno ha ricevuto dal governo una nuova commessa da 10 miliardi di dollari per un sistema di controllo per gli stranieri che entrano ed escono dagli Usa. Negli Stati Uniti Accenture è oggi subcontractor di una società che si chiama Election.com per il trattamento generale dei dati elettorali. Una parte di questa società è stata acquistata da uomini d'affari sauditi che vogliono rimanere anonimi. In Italia Accenture entra di forza nelle commesse governative a partire dal 2001, quando l'ingegner Mario Pelosi, uno dei grandi manager mondiali di Accenture, diventa prima consigliere tecnico del ministro Stanca e poi capo dipartimento del ministero dell'Innovazione. Il progetto di scrutinio elettronico oggi è seguito da due manager Accenture, Carlo Loglio e Angelo Italiano, ma il nome più noto nell'azienda è un altro: Gianmario Pisanu, partner di Accenture e figlio del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Già nel 2002, l 'Accenture Italia del sardo Gianmario Pisanu era stata coinvolta nel megaprogetto (poi bloccato) di digitalizzazione della Sardegna: una torta da 48 milioni di euro da dividere con altri compagni di cordata. Ma nel Paese dei conflitti d'interesse, oggi nessuno sembra essersi scandalizzato per il fatto che l'appalto per lo scrutinio elettronico di un quinto degli elettori italiani sia stato concesso a trattativa privata all'azienda di cui è partner il figlio di un ministro: sarà l’azienda di Gianmario Pisanu a inviare i dati elettorali al Viminale, dove li accoglierà, paterno, Giuseppe Pisanu (candidato di Forza Italia in Puglia). L’altro ministro coinvolto nella partita, Lucio Stanca, è ministro «tecnico» dell'Innovazione e della tecnologia: dovrebbe essere dunque una garanzia d'imparzialità. Peccato che sia candidato di Forza Italia in Calabria, Umbria e Piemonte. Più in generale, quello che sconcerta è che - in sordina, senza adeguata informazione e senza alcun dibattito nel Paese - sia stata di fatto privatizzata una parte dello Stato, un pezzo di ministero dell'Interno, e proprio nel cuore del gioco democratico: saltate le Prefetture e il Viminale, la correttezza delle elezioni è affidata in quattro regioni italiane ai computer, alle «chiavette» Usb, alla trasmissione dati e al personale tecnico di Telecom, Eds, Accenture, Adecco. Questo proprio nel momento in cui il Paese è scosso dallo scandalo degli spioni di Francesco Storace che tentavano di falsare il voto in Lazio. In cui Telecom compra pagine di quotidiani per spiegare che l’azienda non è coinvolta nelle intercettazioni abusive. E in quattro regioni considerate «in bilico», cruciali per la vittoria di uno dei due schieramenti in gara. Odore di puzza Carlo Bertani - 27 marzo 2006 Mentre nei recinti televisivi ci si scanna per qualche punto percentuale di tasse, sondaggi, cunei fiscali ed altre facezie, una notizia è quasi passata inosservata: alle prossime elezioni, circa 11 milioni d’italiani (Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia) voteranno con il sistema elettronico. Per fortuna non siamo ancora al sistema americano – che non conserva copia cartacea del voto – però un po’ di puzza di “Florida” s’avverte ormai anche nelle nostre città. A chi è stato affidato il nuovo sistema elettronico? A tre società: Telecom, EDS Italia ed Accenture. Mentre Telecom sappiamo chi è, conosciamo invece poco degli altri due compari, ovvero il gatto e le volpe. Home EDS Telecom Italia EDS Italia Accenture EDS è la multinazionale informatica che – negli USA – ha gestito gli ultimi due appuntamenti elettorali per l’amministrazione Bush: per come sono andate le cose in Florida (e per la cancellazione dalle liste elettorali di 200.000 persone in Ohio, lo stato di Michael Moore nel 2004) possiamo affermare che ha svolto bene i suoi compiti. Negli USA, ad EDS (che nel 2004 fu rinominata in ES&S) fu affiancata un’altra società, Diebold, per esercitare un reciproco controllo. Peccato che il vice-presidente di Diebold ed il presidente di ES&S fossero fratelli e che affidarono ad un pluripregiudicato per truffa – Jeff Dean – la stesura del programma informatico che non rilasciava copia cartacea del voto. Già, ma in Italia non abbiamo mica questi problemi, ci sono Telecom ed Accenture! Telecom fornirà le linee, mentre Accenture sarà il vero “braccio destro” di ES&S. Già, ma chi è Accenture? Accenture è il nuovo nome di Andersen, la società che avrebbe dovuto controllare i conti di Enron, sospettata d’essere stata la “cassaforte” da svuotare per finanziare l’elezione di Bush nel 2000, e finita in un crack finanziario apocalittico! Perché Berlusconi ha scelto proprio le due società americane (scippando, di fatto, una società italiana – Ales s.r.l. – che aveva iniziato la sperimentazione nelle scorse tornate elettorali) con un decreto varato alla chetichella ed una trattativa a licitazione privata? Per vincere le elezioni? Può essere. Anche nel caso le perdesse, il buon Berlusca potrebbe sempre chiedere la verifica delle schede (che saranno comunque votate in parallelo, ma subito archiviate), il che comporterebbe ritardi di mesi per le contestazioni, i ricorsi, ecc. Cosa succederebbe nel frattempo? Il nuovo parlamento non potrebbe essere insediato, e si giungerebbe a dover eleggere il nuovo Capo dello Stato con il vecchio… Ahi, ahi, ahi…che bruciato di puzza, che spruzzata di brucio, che fetor di scheduzza bruciata s’appressa! Niente paura, al timone di Accenture – in Italia – c’è una persona fidata: il figlio del ministro Pisanu. State accuorti. Carlo Bertani bertani137@libero.it www.carlobertani.it 27 Marzo 2006
Berlusconi insulta, Prodi parla di fattiMentre il presidente illegittimo del consiglio Silvio Berlusconi, durante un comizio in cui è stato anche fischiato, non sa far altro che insultare Prodi dandogli del "poveraccio" e far becero umorismo da seconda elementare su Fassino, il leader dell'Unione è più impegnato a spiegare come abbasserà di 5 punti il cuneo fiscale, favorendo sia le imprese che i lavoratori: non aumenteranno le tasse né saranno tassati BOT e CCT. Si ridurrà invece la spesa pubblica, letteralmente impazzita durante il governo Berlusconi, con oltre 200 nuovi assunti già solo nell'organico del Parlamento (tra segreteria, portaborse e via dicendo).
Berlusconi si dimostra sempre di più incapace di affrontare una campagna elettorale civile e basata sui Fatti e sulla Politica, mentre Prodi dimostra che a sinistra ci sono idee solide e chiare su come migliorare la qualità della vita in questo paese. 26 Marzo 2006
ALCUNE BUGIE DI BERLUSCONILe notizie che seguono e tutto il «virgolettato» provengono da un articolo di Marco Travaglio uscito sul numero 4 della "Primavera di MicroMega", prestatomi da un amico. Non esattamente un giornale a larga diffusione, giusto per rassicurare chi dice che in questo paese c'è libertà d'informazione perchè "di Berlusconi si dice male dappertutto". La "Primavera di MicroMega" non è esattamente "dappertutto" ed è quel genere di giornale che chi legge "TV, Sorrisi & Canzoni" o "Panorama", cioè la gran parte della popolazione, di solito non legge.
Un grazie a Marco Travaglio, giornalista notoriamente di destra costretto a trovare "asilo" presso giornali di sinistra, tanto le cose in questo paese vanno storte e a tutti coloro che ogni giorno s'impegnano per mantenere in vita la libertà ed il diritto all'informazione. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- Come qualcuno saprà, Berlusconi è stato condannato in via definitiva per falsa testimonianza in merito alle sue dichiarazioni sulla Loggia Massonica Segreta P2. A tal proposito, ha persino ammesso che avrebbe meritato di scontare la condanna, nonostante poi abbia approfittato dell'apposita amnistia voluta da Craxi per salvere i cocci da quel disastro. Ma quella non fu l'unica occasione in cui l'attuale ed illegittimo presidente del consiglio mentì. Anzi, sembra che raccontar balle sia decisamente un'abitudine, per lui. Vediamo alcune interessanti bufale, raccolte e sbugiardate appunto dall'allievo di Indro Montanelli. DISCORSO AL CONGRESSO AMERICANO, 1 Marzo 2006: Parole di Silvio Berlusconi: «Vorrei concludere ricordano una breve storia. La storia d'un ragazzo che alla fine degli studi liceali fu portato dal padre a visitare il cimitero in cui riposano molti giovani valorosi soldati che aveno attraversato l'Oceano per ridare libertà e dignità ad un popolo oppresso. Nel mostrarmi quelle croci, quel padre fece giurare a quel ragazzo che non avrebbe mai dimenticato il supremo sacrificio con cui quei soldati americani avevano difeso la sua libertà. Quel padre era mio padre, quel ragazzo ero io.» In Lombardia esistono solo 400 tombe di soldati americani ma, rispondendo ad un giornalista di Telelombardia, Silvio dichiarò: «Era il cimitero di Nettuno ad Anzio» e aggiunge «Mio padre era un grande estimatore di DeGasperi e andava spesso a Roma quando c'erano delle situazioni con lui. Una volta portò anche me e l'indomani mi condusse al cimitero. Avevo vent'anni, era il 1956 o 1957». Il problema è che il cimitero di Nettuno non si trova ad Anzio e che DeGasperi è morto il 19 Agosto 1954, tre anni prima del viaggio di cui Berlusconi va delirando. A TELELOMBARDIA, 6 Marzo 2006: «Non ho mai conosciuto l'avvocato Mills. Può darsi che gli abbia stretto una volta la mano ad Arcore, come la stringo a decine di persone ogni giorno, ma senza conoscerlo» Ma da un appunto sequestrato a Mills, il 23 novembre del 1995 il Cavaliere parlò telefonicamente con lui tra Milano e Londra: «Quando ho parlato a Silvio Berlusconi giovedì» annota Mills «lui ha insistito sul fatto che le ultime accuse sono motivate politicamente. Sono bombe politiche perchè ora i giudici di Mani Pulite sono in grado di affermare che dietro questo pagamento a Craxi ci sia Berlusconi...». Il pagamento in questione erano 23 miliardi di lire versati in Svizzera a Craxi dalla All Iberian e per cui era stato da poco spiccato un mandato di cattura dai giudici verso il latitante Craxi. Da un altro documento sequestrato a questo David Mackenzie Mills, emerse che lui e Silvio Berlusconi si erano già incontrati nel luglio 1995 al Garrick Club di Londra, insieme a Marina Berlusconi, per discutere delle società estere del gruppo, di cui Mills s'era occupato fin dagli anni '80. A "PORTA A PORTA", 8 MARZO 2005: «L'editoriale di Mieli sul Corriere della Sera dimostra che la sinistra ha conquistato un altro pezzo di società, applicando la teroia gramsciana della conquista delle casematte del potere. D'altro parte era proprio Mieli il direttore di quel Corriere che annunciò l'avviso di garanzia contro di me in pieno G7 a Napoli» Peccato però che questa cosa sia TRE VOLTE FALSA perché: 1) l'avviso di garanzia era in realtà un invito a comparire, cioè un atto dovuto per legge, visto che si rendeva necessario interrogare urgentemente il premier circa gravi indizi emersi a suo carico sulla complicità in tangenti versate dalla Fininvest alla GdF; 2) in quel momento (22 novembre 1994) a Napoli non si teneva alcun G7 (tenutosi a giugno) ma una conferenza internazionale sulla criminalità a cui Berlusconi presenziò per due soli giorni; 3) Il premier fu raggiunto telefonicamente a Napoli dai carabinieri che gli notificarano due dei tre capi d'imputazione contenuti nell'invito a comparire. Dopo il secondo il "premier" buttò giù la cornetta e il giorno dopo, sui giornali, uscirono SOLO quei due capi d'imputazione: il Corriere non aveva quindi preannunciato nulla, è ovvio che l'informazione gli sia stata passata dall'interno dello staff di Berlusconi e non dalla polizia, che avrebbe fornito TUTTI E TRE i capi d'imputazione. E' degna di nota anche la famosa dichiarazione di Berlusconi sulla All Iberian, una delle tante holding del suo gruppo di compagnie estere, create per pagare meno tasse. In proposito, Berlusconi aveva dichiarato: "Io di questa All Iberian non ho mai sentito parlare, sfido chiunque a dimostrare il contrario. Peccato che un mese dopo siano arrivate le rogatorie internazionali e Berlusconi abbia dovuto ammettere, davanti ai piccoli commercianti riuniti a Roma, che "le società estere sono lecite, ci fanno pagare meno tasse". Ma io non capisco. Se vuoi pagare meno tasse al tuo paese, indebolendolo e privandolo di denaro di conseguenza, perché chiami il tuo partito "Forza Italia"? Con un nome del genere, non sarebbe giusto tenere i propri soldi in Italia, invece che alle Bahamas? Berlusconi è UN BUGIARDO CRONICO. 25 Marzo 2006
LISTA DEGLI INDESIDERABILI NELLA CASA DELLE LIBERTA' (CENTRO-DESTRA)Quella che mi accingo a pubblicare è una lista del tutto parziale dei candidati del centro-destra, per le elezioni del 9-10 aprile, inquisiti, imputati o condannati, estratta da un articolo di Marco Travaglio dal numero 4 della "Primavera di Micromega", rivista già fonte di un altro mio post.
Li ho suddivisi per partito e in ordine alfabetico (del cognome, ovviamente). Praticamente tutto ciò che è scritto nella lista viene dall'articolo di Travaglio. NOMI E QUALIFICHE: neretto STATO GIURIDICO: sottolineato (indagato, imputato, condannato) REATI: corsivo e in rosso (tra parentesi ed in verde i miei eventuali commenti) Ho tenuto fuori i nomi più illustri, quali Silvio Berlusconi (oltre 15 processi, dalla falsa testimonianza al falso in bilancio, concussione, frode bancaria, concorso in associazione mafiosa, indagato per strage) a Marcello Dell'Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa) a Cesare Previti (corruzione semplice) o Borghezio della Lega, razzista e imputato per diffamazione e minaccia. Come vedrete, nella CDL ci sono molti indagati, ma anche molti imputati sotto processo, condannati in via definitiva o meno, prescritti e patteggiattori(colpevoli dichiarati). Si va dai reati fiscali, al concorso esterno in associazione mafiosa, addirittura alla rissa e alle molestie sessuali!!! Buon divertimento: ALLEANZA NAZIONALE: (9) Gianni Alemanno - indagato al tribunale dei ministri per 47.000 euro di finanziamenti illeciti ricevuti da Calisto Tanzi per la sua rivista "Area"; Giuseppe Buzzanca, ex sindaco di Messina - condannato per peculato; Marcello DeAngelis, ex direttore di "Area" di Alemanno - condannato definitivamente per l'associazione sovversiva "Terza Posizione" dopo lunga latitanza; Giuseppe Gallo - condannato in primo grado, 1 anno e 3 mesi, per abuso edilizio; Altero Matteoli - indagato a Genova per rivelazione di segreti e favoreggiamento verso l'ex prefetto di Livorno: l'avrebbe avvertito di indagini su abusi edilizi all'isola d'Elba; Silvano Moffa - indagato e interdetto dal suo collegio nel Lazio per corruzione e abuso d'ufficio in uno scandalo di insediamenti industriali a Colleferro; Domenico Nania - condannato in primo grado per abuso edilizio; Luigi Simone - imputato a Trani per turbativa d'asta; Egidio Sterpa - condannato a 6 mesi definitivi per finanziamento illecito (tangente Enimont); FORZA ITALIA: (19) Sandro Balletto - imputato per abuso e danneggiamento nel rifacimento della spiaggia del Poetto; per aver fatto assumere la figlia in una Asl; per rissa con il suo ex-capo di Gabinetto; Alfredo Biondi - ha patteggiato 2 mesi per un miliardo di evasione fiscale a Genova; Aldo Brancher - arrestato nel '93 per le tangenti a Craxi, condannato a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio (poi depenalizzato) e finanziamento illecito (poi prescritto), sospettato di aver ricevuto soldi da Fiorani; (vedete? Le leggi di Berlusconi fanno bene anche ai suoi!) Giampieto Catone, imputato per bancarotta a Roma e per truffa all'Aquila; Giuseppe Firrarello - imputato a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d'asta e corruzione nel processo per tangenti sul nuovo ospedale Garibaldi; Roberto Formigoni - assolto in vari processi a Milano, il suo nome figura nel rapporto ONU "Oil For Food" sui traffici di petrolio con Saddam Hussein come destinatario di contratti a prezzo di favore per 24,5 milioni di barili di greggio dal vecchio regime di Baghdad, per i quali è indagato il suo stretto collaboratore Marco Mazarino de Petro; Pietro Franzoso - imputato in Puglia per voto di scambio; Giorgio Calvagno - nel '96 patteggia 6 mesi e 26 giorni per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione d'atti d'ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei responsabili dello scandalo della discarica di Vallemanina (smaltimento di rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti); Gaspare Giudice - imputato dal tribunale di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa; Luigi Grillo - imputato in Liguria per truffa nella progettazione della TAV Milano-Genova, si è salvato nel 2006 grazie alla prescrizione dimezzata dalla ex Cirielli; è anche sospettato d'aver ricevuto soldi da Fiorani per la sua attività lobbistica a favore del governatore Fazio; Enrico La Loggia - indagato dal Tribunale dei Ministri per finanziamenti illeciti di 100 mila euro da Calisto Tanzi; Mario Malossini - condannato per ricettazione e prescritto per corruzione per le tangenti sull'Autobrennero; Franco Malvano - sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica; Pasquale Nessa - indagato a Bari per concussione; Mauro Pili - indagato a Cagliari per peculato; Maurizio Tomeo - imputato per molestie sessuali ai danni di due impiegate di un comune del Piemonte di cui era sindaco; Alfredo Vito - patteggiati 2 anni e restituiti 5 miliardi per VENTIDUE episodi di corruzione a Napoli; Carlo Vizzini - prescritto per il finanziamento illecito Enimont; UDC: (3) Teresio Delfino - indagato ad Asti per truffa; Settimio Gottardo - ha patteggiato 17 mesi per corruzione (tangenti sul nuovo palazzo di giustizia); Aldo Patricello - si dovette dimettere da Vicepresidente del Molise nel 2004 perchè indagato dalla direzione distrettuale Antimafia di Campobasso per frode nell'appalto della variante di Venafro; intanto, suo fratello finiva ai domiciliari per associazione mafiosa; LEGA NORD: (4) Matteo Bragantini - condannato a 6 mesi per violazione della legge anti-razzismo; (e poi la Lega non è razzista) Matteo Brigandì - arrestato nel 2003 a Torino e ora imputato per una truffa sui rimborsi alle aziende alluvionate; Giuseppe Brizio - indagato per associazione a delinquere, truffa, falso, peculato e corruzione, a Taranto; coinvolto anche suo figlio Simone; Vittorio Cecchi Gori - imputato a Catania per voto di scambio; PRI (Partito Repubblicano Italiano): (1) Antonio Del Pennino - due patteggiamenti per finanziamenti illeciti: 2 mesi e 20 giorni (tang Enimont) e 1 anno 8 mesi e 20 giorni (metrò milanese) |